domenica 16 novembre 2014

MERCOLEDì 19 NOVEMBRE OSPITE DEL LIONS CLUB MAURO DEPETRONI

Il Lions Club Duino Aurisina, nel ciclo delle conferenze di presentazione del territorio, delle sue realtà e delle sue peculiarità, delle sue genti e della sua storia,  ha organizzato per MERCOLEDI' 19 NOVEMBRE 2014 presso la sala conferenze dell  Hotel Settenani di Sistiana alle ore 20.15 con ingresso gratuito l'incontro con MAURO DEPETRONI sul tema "IL CENTENARIO DELLA GRANDE GUERRA". 


Mauro Depetroni nato a Trieste nel 1957, dopo il diploma di maturità scientifica,   inizia un'esperienza militare negli Alpini, prima a Foligno alla scuola di artiglieria da montagna e successivamente in regione come sottotenente. Alla fine di questa avventura (quindici mesi in tutto), comincia la sua attività lavorativa, che continua tuttora, in una compagnia di assicurazioni.
La sua passione per la storia e le tradizioni militari non sono da collegare alla sua esperienza sotto le forze armate, perchè già all'età di sei anni inizia a collezionare materiali legati a questa tematica. Ma è nel 1968 che questo interesse si rafforza radicalmente quando, in occasione delle manifestazioni per i cinquant'anni dalla fine della prima guerra mondiale, resta affascinato dalle mostre che vengono realizzate in città e dalle ricostruzioni delle trincee che vengono riproposte nelle principali piazze cittadine.
Con il tempo si orienta verso un determinato periodo storico, quello del Regio esercito italiano che va dal 1861 al 1945, e questa sua specializzazione non passa inosservata e viene invitato a Roma dallo Stato maggiore per partecipare all'organizzazione di alcune mostre storiche. Nel corso degli anni acquisisce vari titoli, al punto da essere considerato un esperto da parte dei musei dell'Associazione nazionale alpini (Ana); ha collaborato con i principali Musei, tra questi Biella  Gorizia, nonchè a contribuito a fornire importanti contributi storici ad importanti mostre nazionali. 
Già presidente del Centro regionale studi di storia militare, antica e moderna ha contribuito in qualità di esperto scientifico alla fondazione del GRUPPO ERMADA FLAVIO VIDONIS, Gruppo che si occupa della valorizzazione del lavoro di recupero dei siti della Grande Guerra del Monte ERMADA. Gruppo capofila del progetto ERMADA 1914 VOCI DI GUERRA IN TEMPO DI PACE, al quale ha aderito anche il Lions CLub Duino Aurisina. 

Il Lions Club è anche promotore di una importante iniziativa di recupero e restauro del Monumento ERMA alla TERZA ARMATA a San Giovanni in Tuba.

venerdì 14 novembre 2014

UN EVENTO "STRIDES" PER LA PREVENZIONE DEL DIABETE

Comunicato Stampa  CON PREGHIERA DI DIFFUSIONE

ANCHE IL LIONS CLUB DUINO AURISINA ADERISCE ALLA GIORNATA MONDIALE DEL DIABETE OSPITANDO UN EVENTO "STRIDES"  
PER LA PREVENZIONE DEL DIABETE


DUINO AURISINA -  Anche il LIONS CLUB di DUINO AURISINA ha voluto aderire alla GIORNATA MONDIALE DEL DIABETE (14 novembre 2014) , attraverso una capillare ed attenta sensibilizzazione dei soci e della popolazione.
In particolare il LIONS CLUB ha voluto collaborare nell’organizzazione delle prossime  escursioni sulle Trincee di PUNTA BRATINA  previste per il giorno sabato 22 novembre e domenica 23 novembre promosse dal Gruppo Speleologico Flondar nell’ambito della manifestazione DUINO&BOOK Festival del Libro della Grande Guerra.   Le escursioni partiranno alle ore 09.00 dal Minimuseo del Villaggio del Pescatore (fronte mare) e avranno la durata di circa 2 ore, durante le quali sarà possibile visitare il sentiero StoricoNaturalistico di Punta Bratina, i Lions Club di Duino Aurisina distribuiranno il materiale informativo sui rischi e sulla prevenzione del Diabete.
Il diabete è in aumento in tutto il mondo. Il diabete è una malattia che colpisce vecchi e giovani, poveri e ricchi. Oltre 360 milioni di persone sono affette da diabete. La Federazione Internazionale del Diabete (IDF) stima che entro il 2030 oltre 550 milioni di persone in tutto il mondo saranno affette da diabete. Il diabete è una malattia debilitante e letale. Ogni 8 secondi nel mondo muore una persona per le complicanze del diabete. È fra le dieci maggiori cause di invalidità: dieci milioni di persone affette da diabete vertono in serie condizioni di salute, fra le quali si annoverano ischemie, amputazioni degli arti, retinopatie diabetiche (perdita della vista o cecità causata dal diabete) e blocchi renali. Il diabete è una seria minaccia alla sicurezza e al benessere dell’umanità.

Il diabete impoverisce le famiglie e grava sui sistemi sanitari di tutti i paesi del mondo. Gran parte dei quattro milioni di persone che muoiono ogni anno per le conseguenze del diabete è in età produttiva (fra 40 e 60 anni). Nei paesi di bassa o media ricchezza i bambini, i quali non hanno accesso alla somministrazione a vita di insulina, muoiono per il primo tipo di diabete.


I Lions di tutto il mondo organizzano eventi Strides nelle proprie comunità con lo scopo di diffondere la sensibilizzazione al diabete e le sue complicazioni, e per fornire informazioni sulla prevenzione e la cura di questa infermità. Tali eventi promuovono il regolare esercizio e includono partecipanti di tutte le età. Il Lions Clubs International è la più grande organizzazione di club di service al mondo, con circa 1,3 milioni di soci appartenenti a 46.000 club in oltre 200 Paesi e aree geografiche del mondo. Dal 1917 i Lions Club hanno aiutato i non-vedenti e le persone con problemi alla vista, dedicandosi attivamente e con grande impegno al servizio comunitario, sostenendo inoltre programmi a favore dei giovani in tutto il mondo. 

WORLD DIABETES DAY



“Nessun paese è immune al diabete, nessun
paese possiede la soluzione a questo nemico
comune. Nessun paese è ancora riuscito a
invertire questa sempre crescente tendenza. Per
sconfiggere il diabete abbiamo bisogno di tutto
l’impegno e l’ingegno possibili.”
Jean Claude Mbanya, Presidente (2009-2012)
Federazione Internazionale del Diabete.


COS’È il Diabete?
Diabete significa che il tasso di glucosio, anche detto zucchero, presente nel sangue è troppo elevato. Il  Glucosio proviene dal cibo che mangiamo, e le cellule trasformano il glucosio in energia. Ma avere troppo glucosio nel sangue non è un bene. Esistono tre principali tipi di diabete:

Tipo 1: Generalmente si manifesta durante l’infanzia.
• Il corpo produce poca o nessuna insulina, un ormone che aiuta il glucosio a passare dal sangue alle cellule
• Il paziente in questo caso necessita quotidiane somministrazioni di insulina.
• Questa forma di diabete rappresenta il 3 - 5% della totalità dei casi di diabete nel mondo

Tipo 2: Solitamente si manifesta nel soggetto adulto, sebbene sia in aumento fra i bambini e gli adolescenti di tutto il mondo.
• Il corpo non produce o non utilizza correttamente l’insulina
• Per questa forma di diabete il paziente necessita spesso pillole o somministrazioni di insulina
• Rappresenta il 90% e più della totalità dei casi di diabete nel mondo

Diabete Mellito Gestazionale  (GDM) Consiste in un’intolleranza al glucosio con insorgenza o prima diagnosi durante la gravidanza. Interessa in media 1 di 25 gravidanze a livello mondiale.
Perché il Diabete è Importante?
Il diabete è in aumento in tutto il mondo…Il diabete è una malattia che colpisce vecchi e giovani, poveri e  ricchi. Oltre 360 milioni di persone sono affette da diabete. La Federazione Internazionale del Diabete (IDF) stima che entro il 2030 oltre 550 milioni di persone in tutto il mondo saranno affette da diabete. Il diabete è una malattia debilitante e letale …Ogni 8 secondi nel mondo muore una persona per le complicanze del diabete. È fra le dieci maggiori cause di invalidità: dieci milioni di persone affette da diabete vertono in serie condizioni di salute, fra le quali si annoverano ischemie, amputazioni degli arti, retinopatie diabetiche (perdita della vista o cecità causata dal diabete) e blocchi renali. Il diabete è una seria minaccia alla sicurezza e al benessere dell’umanità...Il diabete impoverisce le famiglie e grava sui sistemi sanitari di tutti i paesi del mondo. Gran parte dei quattro milioni di persone che muoiono ogni anno per le conseguenze del diabete è in età produttiva (fra 40 e 60 anni), rappresentando quindi anche un danno economico per la società. Nei paesi di bassa o media ricchezza i bambini, i quali non hanno accesso alla somministrazione a vita di insulina, muoiono per il primo tipo di diabete.

È Possibile Prevenire il Diabete?
Mantenendo un peso corporeo corretto e svolgendo attività fisica si può prevenire l’insorgere del secondo tipo di diabete. Ad oggi non esiste una terapia per prevenire o curare il primo tipo di diabete

I Lions fanno la differenza
I Lions giocano un ruolo importante nella lotta al diabete e alle patologie degli occhi ad esso connesse. Realizzando controlli della vista nelle comunità locali o svolgendo volontariato al campo ricreativo per malati di diabete, i Lions affrontano la sfida di petto. n Per la ComunitàI Lions collaborano per migliorare programmi  già esistenti o per fornire service salva-vita, fra i quali:
Programmi per l’Educazione della Comunità
Esami della vista e per il diabete
Somministrazione di medicinali e provviste per le famiglie bisognose
Sostegno alle fondazioni impegnate nella lotta al diabete e nella gestione di campi ricreativi

Strides…la Marcia Lions per la  Prevenzione del Diabete
Le persone affette da diabete hanno bisogno di mantenere un peso corporeo adeguato e svolgere attività fisica ogni giorno. Attraverso il programma Strides i Lions coinvolgono le proprie comunità e offrono loro la possibilità di unirsi e lottare insieme contro il diabete. Un evento Strides può essere una camminata, una gita in bicicletta, una corsa, una passeggiata con il proprio cane, una danza o qualsiasi altra amena attività fisica che costituisca sano esercizio per il corpo.
n Eventi Annuali di Informazione sul Diabete
I Lions di tutto il mondo dedicano  determinate giornate a promuovere l’informazione sul diabete e le sue complicazioni, fra le quali la retinopatia diabetica (perdita della vista o cecità indotta dal diabete)
Giornata Mondiale per la Vista (Ottobre)
Campagna di Servizio globale Condividere la visione (Ottobre)
Mese della Prevenzione del Diabete (Novembre)
Giornata Mondiale del Diabete (14 novembre)
Diabetes Alert Day (IV Martedì di Marzo – USA)

Che cos'è il diabete mellito
Si definiscono 'diabete mellito' (o 'diabete') tutte le malattie e condizioni che, non trattate, portano a un eccesso di zuccheri nel sangue (iperglicemia). 

Prevenire il diabete
Prevenire il diabete di tipo 2 è possibile. E puntando a questo obiettivo si riduce drasticamente anche il rischio di sviluppare ipertensione, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia e altri fattori di rischio. Come si fa? Agendo sulle proprie abitudini. Non si tratta di cambiar vita da un giorno all'altro ma di riscoprire certi piaceri e perseguirne con meno assiduità altri.

Uno dei piacerì da riscoprire è certamente quello della vita all'aria aperta e del movimento fisico. Il nostro organismo è fatto per essere usato. Piscina, palestra, campi da gioco sono sicuramente l'ideale, ma c'è uno 'sport' che è alla portata fisica, logistica ed economica di tutti: camminare o andare in bicicletta.
Mezz'ora di camminata a passo svelto o di bicicletta al giorno fanno letteralmente miracoli. La pressione migliora quasi istantaneamente, la glicemia scende verso livelli normali, si inizia a respirare a pieni polmoni e si riduce il 'giro vita'. Il metro da sarta intorno alla vita è l'indicatore migliore per chi vuole prevenire il diabete. La bilancia è traditrice perché uno degli effetti dell'esercizio fisico è quello di aumentare la massa muscolare e diminuire il grasso. L'organismo è molto più sano ma il peso scende di poco.
La vita all'aria aperta e il movimento fisico sono una fonte di gioia. Lo diciamo in senso letterale. Il movimento aumenta le endorfine, le sostanze che il nostro cervello interpreta appunto come piacere. Certo è necessario trovare il giusto equilibrio. Fare troppo significa affaticarsi e deprimersi. Fare poco non è sufficiente. I piccoli progressi quotidiani alimentano crescenti gratificazioni, come ad esempio scoprire che la distanza o la velocità che fino a un mese prima risultava proibitiva, oggi è perfettamente normale. E questo vale a tutte le età.
Nonostante questo è possibile che col tempo la motivazione venga meno. Un inverno un poco più lungo del previsto. Una malattia intercorrente o un periodo fitto di impegni… quando si interrompe il ritmo riprendere diventa difficile. Per questo è importante inserire l'esercizio fisico dentro le proprie abitudini giornaliere. Camminare o prendere la bici per andare al lavoro per esempio. Meglio ancora è fare queste cose insieme a qualcun altro.
L’altro pilastro nella prevenzione del diabete è la corretta alimentazione. Anche qui la strada maestra non consiste nel fare rinunce o sacrifici particolari. Occorre gradatamente riscoprire piaceri dimenticati: il ritorno ai cibi genuini, ai prodotti nostrani, senza ricorrere a cibi preconfezionati o di origine non nota; consumare nelle giuste proporzioni tutti gli alimenti: carne, pesce, formaggi, pasta, pane, verdure, ortaggi, frutta.
E gli zuccheri? Il diabete di tipo 2 non 'viene per colpa degli zuccheri'. Casomai deriva dal sovrappeso o dalla obesità. È vero che la persona con diabete deve ridurre di molto i cibi 'dolci' ma per prevenirlo è più importante ridurre l'intero carico di calorie. In ogni pasto ci deve essere una porzione di carboidrati (pasta o riso, pane, patate,) ma solo una. Le porzioni poi andrebbero gradatamente ridotte. L'unico 'no' assoluto riguarda i fuoripasto, le 'merendine' e le bibite dolci. Queste andrebbero davvero dimenticate. Se si ha fame fra un pasto e l'altro significa che non si è mangiato abbastanza nel pasto precedente. Se questa alimentazione, sana variata e moderata diventa la norma si può ridurre il sovrappeso e prevenire diabete e ipertensione anche concedendosi di tanto in tanto qualche sfizio.

La 'prevenzione' del diabete di tipo 1
Il diabete di tipo 1 invece al momento non si può prevenire. L'opinione pubblica e la classe medica nel suo insieme possono fare molto però per identificare in tempo il diabete di tipo 1 ed evitare i problemi legati a una diagnosi molto tardiva.
È importante quindi che i pediatri di famiglia, i genitori, gli insegnanti, gli allenatori sportivi, gli animatori di comunità di bambini e giovani sappiano che:
  • un continuo bisogno di urinare
  • una sete inestinguibile
  • una rapida perdita di massa muscolare
possono far pensare a un diabete di tipo 1 in fase iniziale.
Certo, le cause possono essere altre, ma togliersi il dubbio è molto facile. Basta un test della glicemia (effettuato anche presso lo studio del medico o in farmacia) per evidenziare una glicemia superiore a 120 mg/dl a digiuno o a 180 mg/dl dopo i pasti.
  Il diabete di tipo 2
La forma più frequente di diabete, il diabete di tipo 2 si manifesta generalmente dopo i 40 anni, soprattutto in persone sovrappeso/obese. La sua evoluzione è lenta e priva di sintomi. Gradatamente la persona perde la capacità di controllare l'equilibrio della sua glicemia. È comunemente noto come 'diabete dell'anziano', 'diabete alimentare' o con la sigla DM2 o T2DM. È la forma di gran lunga più comune con milioni di casi in Italia.

 Il diabete di tipo 1
Il diabete di tipo 1 è dovuto a una reazione autoimmunitaria che distrugge le betacellule del pancreas dove viene prodotta l'insulina. Essendo l'insulina necessaria a far entrare il glucosio nelle cellule, la persona con diabete di tipo 1 deve assumerla dall'esterno e fare in modo di averne sempre la quantità giusta nel sangue.
Il diabete di tipo 1 insorge spesso in età pediatrica. Circa 100 mila bambini e ragazzi in Italia hanno il diabete di tipo 1 e sono seguiti da una rete di Servizi di Diabetologia Pediatrica all'interno dei quali team specializzati sono in grado di prescrivere le terapie più appropriate e soprattutto di educare la famiglia e i ragazzi a una corretta gestione del diabete.
La persona con diabete di tipo 1 infatti, sia nella infanzia, sia nella adolescenza, sia nella vita adulta, può svolgere una vita normale. Nessuna attività o obiettivo gli è precluso: esistono scienziati e fotomodelle, artisti e grandi campioni sportivi con diabete di tipo 1.
Avere figli richiede programmazione e qualche attenzione, ma è perfettamente possibile. La persona con diabete deve tenere sempre presente l'effetto che ogni sua scelta, o ciò che gli accade, può avere sulla concentrazione di glucosio nel sangue.
Questo significa misurare spesso la glicemia e, sulla base di questi dati, prendere delle decisioni: assumere una determinata dose di insulina, fare o non fare dell'esercizio fisico, mangiare o non mangiare sostanze contenenti carboidrati.
Il diabete di tipo 1 insorge più spesso nei primi 30 anni di vita. Questo significa convivere per lunghissimo tempo con il diabete e quindi è fondamentale per la persona con diabete di tipo 1 mantenere il più possibile vicino alla norma la glicemia, evitando iperglicemie (quantità troppo elevata di glucosio nel sangue) che a lungo andare generano le complicanze ma anche ipoglicemie (carenza di glucosio nel sangue).
Il diabete gestazionale
Il diabete gestazionale è una forma temporanea di diabete che caratterizza una percentuale delle gravidanze. A partire dal secondo trimestre di gestazione la madre non riesce a tenere sotto controllo la glicemia. Questo tipo di diabete, che caratterizza una quota importante delle gravidanze, sembra scomparire dopo il parto. È chiamato anche diabete gravidico o GDM.
 Altre forme di diabete
Esistono forme di diabete per così dire 'intermedie' fra il tipo 1 e il tipo 2 come il Lada (che insorge nella seconda parte della vita come il diabete di tipo 2 ma evolve presto verso la completa insulinodipendenza come il diabete di tipo 1) e il Mody una famiglia di condizioni molto diverse generalmente presenti in determinati ceppi familiari. Il diabete può essere secondario (cioè causato da un'altra malattia o da una terapia o da un incidente).
Il diabete come fattore di rischio
C'è una domanda che pochi osano formulare ad alta voce, soprattutto davanti a un medico: "Ma perché dovrei preoccuparmi del diabete?". Apparentemente è una buona domanda. Il diabete di tipo 2 progredisce molto lentamente, non ha sintomi, non provoca dolore e sembra non provocare fastidi.
In compenso 'curare' il diabete richiede molto impegno. Bisogna pensare a tutto quello che si fa, inserire nella propria giornata delle attenzioni e delle routine, cambiare le proprie abitudini rinunciando a quelli che sembrano i più grandi vantaggi della modernità: l'abbondanza di cibo e la proscrizione della fatica (automobili, ascensori), spesso bisogna anche prendere delle pastiglie tutti i giorni più volte al giorno. Insomma il bilancio fra costi e benefici sembra poco conveniente.
La risposta è semplice. Il diabete è una condizione subdola. Come un tumore nella fase iniziale il diabete erode le arterie dall'interno, le fa ammalare, le erode e facilita il loro ispessimento e la loro ostruzione. E' un processo lento ma non poi così lento. Spesso nei pochi anni che intercorrono fra il vero inizio del diabete e il momento in cui è diagnosticato, quell'astuto nemico che è il diabete ha già rovinato le piccole arterie del cuore (le coronarie) in maniera sufficiente da porre le basi per un infarto o ha occluso quelle che portano sangue al cervello abbastanza per portare a dei deficit intellettivi o a una ischemia cerebrale, (ictus) nel termine medico.
Insomma il diabete non riconosciuto e non trattato è un fattore di rischio. Moltiplica il rischio di sviluppare gravi o gravissime situazioni che possono portare alla morte o a un handicap serio o comunque distruggere la qualità della vita propria e dei propri familiari.
Su questo aspetto tutti gli studiosi concordano. Anzi i dati più recenti mostrano come basti 'un poco di diabete' vale a dire una alterazione significativa ma non patologica della glicemia a digiuno o dopo il pasto per provocare un serio peggioramento. Viceversa è provato come una corretta gestione del diabete, soprattutto nei primi anni dalla diagnosi, permettano di ridurre nettamente il rischio cardiovascolare.
Questo sia perché con abitudini di vita sana e farmaci è possibile riportare a norma la glicemia, sia perché queste sane abitudini intervengono in modo decisivo su tutti gli altri fattori di rischio cardiovascolare: prima di tutto sulla ipertensione. Poche delle raccomandazioni che si fanno a una persona con diabete non contribuiscono - se seguite - ad abbassare anche la pressione arteriosa.
Insomma si interviene sul diabete per curare il cuore e il cervello. Per rimanere attivi e in salute il più a lungo possibile. Ecco perché dobbiamo preoccuparci del diabete!

I numeri del diabete
Il diabete di tipo 2
In Italia

Il numero di persone con diabete di tipo 2 è in veloce crescita sia nei Paesi avanzati, sia nei Paesi che hanno da poco iniziato il loro sviluppo economico. Questa impennata nel numero di casi diagnosticati e in quelli stimati è dovuta soprattutto:
  • alle modifiche quantitative e qualitative nell'alimentazione (si mangia di più e peggio)
  • al minor dispendio energetico (il lavoro richiede meno fatica, non ci si muove a piedi, si sta lunghe ore fermi)
queste modifiche allo stile di vita spesso associate al sovrappeso o alla obesità, fanno probabilmente scattare una tendenza geneticamente ereditata a sviluppare il diabete.
Si calcola che in Italia oggi:
  • 3 milioni di persone abbiano il diabete di tipo 2 e siano diagnosticate e seguite: si tratta del 4,9% della popolazione
  • 1 milione di persone abbiano il diabete di tipo 2 ma non siano state diagnosticate: è l'1,6% della popolazione
  • 2,6 milioni di persone abbiano difficoltà a mantenere le glicemie nella norma, una condizione che nella maggior parte dei casi prelude allo sviluppo del diabete di tipo 2. Parliamo del 4,3% della popolazione
In pratica oggi il 9,2% della popolazione italiana ha i difficoltà a mantenere sotto controllo la glicemia.
Nel 2030 si prevede che le persone diagnosticate con diabete saranno 5 milioni.

Nel mondo
Per quanto impressionanti questi tassi di sviluppo sono inferiori a quelli stimati e registrati in altri Paesi sia occidentali come gli Usa dove si calcola che oggi il 10% della popolazione fra i 20 e i 79 anni abbia il diabete di tipo 2 e in Asia dove la percentuale, trascurabile nel 2000, è passata al 7,6% della popolazione (stima 2010) e salirà a 9,1% nel 2030 secondo le stime della International Diabetes Federation.
Questo significa 285 milioni di persone con diabete di tipo 2 nel mondo nel 2010 e 438 milioni nel 2030 (stime IDF 2010) con una progressione stimabile in 21 mila nuovi casi ogni giorno.

Il diabete di tipo 1
In Italia
Il diabete di tipo 1 può essere considerato la più frequente della patologie rare. Ogni anno si rilevano 84 casi ogni milione di persone in Italia (poco meno di 5 mila casi). Alcune regioni italiane, in primo luogo la Sardegna hanno tassi di incidenza superiori alla media europea. Si stima che in Italia circa 250 mila persona abbiano il diabete di tipo 1.
Il numero di persone con diabete di tipo 1 cresce soprattutto perchè ormai è possibile garantire a chi segue le cure una attesa di vita sovrapponibile a quella della popolazione generale. Cresce però anche l'incidenza cioè il rischio di sviluppare il diabete di tipo 1.
Nel mondo
Anche in altri Paesi avanzati si è riscontrata una crescente incidenza del diabete di tipo 1. Nei paesi in via di sviluppo invece l'aumento dei casi diagnosticati è da mettere in relazione anche con la migliore capacità di diagnosi e di intervento. Secondo le stime della IDF nel mondo al 2010 480 mila bambini e ragazzi fra gli 0 e i 14 anni avevano il diabete di tipo 1. Di questi 110 mila in Europa.



GIORNATA DEL DIABETE

martedì 11 novembre 2014

IL LIBRO PARLATO LIONS AL FESTIVAL DEL LIBRO DELLA GRANDE GUERRA DUINO&BOOK




Anche il LIBRO PARLATO LIONS sarà presente con uno spazio informativo all'interno della Manifestazione DUINO&BOOK Festival del Libro della Grande Guerra in programma a DUINO dal 21 al 23 novembre 2014 




In concomitanza con il centenario dell'inizio della Prima Guerra Mondiale il Libro Parlato Lions desidera apportare il suo contributo alla memoria di tutti coloro che si sacrificarono nell'immane conflitto con l'inserimento nel suo catalogo di testi riguardanti tale argomento.
Il progetto prevede di creare nell'arco dei cinque anni intercorrenti tra il 2014 ed il 2018 il maggior numero di audiolibri relativi agli avvenimenti bellici di tale periodo ( saggi storici,diari,resoconti di guerra, sviluppo degli armamenti ecc.), confidando di poter contribuire in tal modo a perpetuare la conoscenza ed il ricordo dei fatti che hanno, da qualsiasi angolazione si vogliano guardare, segnato una svolta irreversibile tra due epoche della nostra Storia.
             
                                  " Si sta come
                                     d'autunno
                                    sugli alberi
                                      le foglie "     ( G. Ungaretti)  

domenica 26 ottobre 2014

Serata con il Gruppo Speleologico San GIUSTO



Mercoledì 29 ottobre alle ore 20.00 presso la Sala incontri del Albergo Ai Sette Nani, il Lions Club Duino Aurisina riprende gli incontri per far conoscere le realtà che operano sul territorio.
Vivere il Territorio è il motto che il Presidente Massimo Romita, (terzo anno consecutivo), ha voluto imprimere per l'azione del Club Duinese, giunto al suo ottavo anno di età.
Dopo la Serata per Serena, (dove sono stati raccolti 3560 euro e versati 3900 grazie al contributo di persone generose), e alla Giornata Mondiale della Vista organizzata il 14 di ottobre, ecco riprendere gli incontri con entità locali.
Saranno ospiti i rappresentanti deGruppo Speleologico San Giusto, il Presidente Furio PREMIANI e alcuni membri del COnsiglio direttivo.
Proprio con il Gruppo Speleologico San Giusto, il LIONS CLUB DUINO AURISINA ed altre associazioni di Duino Aurisina, hanno messo in piedi un importante progetto "RISPETTIAMO IL MONDO SOPRA E SOTTO". Un progetto per rispettare e valorizzare il nostro ambiente naturalistico, sensibilizzare i cittadini e le istituzioni verso un corretto comportamento a difesa dell'ambiente in cui viviamo, riconoscere il prezioso lavoro dei volontari della Federazione Speleologica. La mostra si pone questi importanti obiettivi ed è composta da dodici pannelli didattici che illustrano e spiegano l'attività svolta dagli speleologi nell'ambito del progetto "PULIAMO IL BUIO".
  A questi pannelli si aggiungono il materiale utilizzato dagli speleologi in grotta e splendide immagini delle Grotte e degli ambienti restituiti alla loro originale bellezza.
Ma sarà l'occasione per il Presidente Furio Premiani, ripercorrere i primi 60 anni di attività del sodalizio triestino, che li ha visti coinvolti in numerosissime attività ed iniziative, come non ultima l'apertura in diverse occasioni della Grotta VALENTINA di Visogliano.




Il Gruppo Speleologico San Giusto , attivo a Trieste dal 1954, si occupa di cavità naturali, della loro ricerca, esplorazione e studio.
Certi che il termine speleologia abbia un ben più ampio ventaglio di significati, nel corso della nostra storia le nostre attività si sono però ampiamente diversificate: pur mantenendo centrale l’attività in grotta, il nostro sguardo si è rivolto ad attività più prettamente scientifiche – tracciamenti idrogeologici, studi geologici – e didattiche, consci che la diffusione della cultura speleologica, soprattutto tra i giovani, sia il futuro della speleologia stessa.
Pur frequentando ambienti che misurano il tempo in migliaia di anni non possiamo, e non vogliamo, non confrontarci con i continui e rapidi progressi tecnologici: materiali ed attrezzature che modificano profondamente la progressione ipogea ma anche strumenti come GPS e software cartografici che ridisegnano il nostro modo di interpretare il territorio.
Un mondo tutt’altro che immobile e silenzioso, un mondo che da sempre il GSSG con i suoi corsi di introduzione alla speleologia di I livello vuole offrire a chiunque, giovani e meno giovani, voglia vivere un’esperienza altrimenti difficilmente ripetibile.



Furio Premiani è nato nel 1946 e pratica la speleologia dal 1962 ha ottenuto la qualifica di guida speleologica nel 2005 per meriti acquisiti come istruttore di tecnica e teoria nella scuola di speleologia Edi Vascotto del Gruppo Speleologico San Giusto iscritta alla Società Speleologica Italiana. Ha seguito, da quella data, un centinaio di nuovi speleologi lungo il loro percorso formativo.

Attualmente pratica la sua professione di guida speleologica presso il Centro Didattico Naturalistico Eliseo Osualdini, sito nella Particella Sperimentale del Bosco Bazzoni di Basovizza – Trieste, accompagnando alunni delle scuole, associazioni culturali e gitanti domenicali nella visita dell’aula didattica sotterranea chiamata “Grotta Nera”.

Nella Grotta Nera è possibile visitare, su prenotazione o liberamente la prima domenica del mese, la fedele ricostruzione, in ambiente naturale, di come l’uomo preistorico abitava le grotte del Carso triestino.

Egli organizza pure gite guidate di un giorno o più ai siti abitativi preistorici del Paleolitico inferiore, Paleolitico medio, Mesolitico e Neolitico della nostra provincia. Le grotte interessate a queste visite sono: Riparo di Visogliano, Grotta Pocala, Grotta delle Gallerie, Grotta dell’Orso, Grotta Azzurra, Grotta di Visogliano, Grotta dell’Edera, Grotta Bac, Caverna del Pettirosso, Caverna delle tre Querce ecc.

Inoltre, offre la possibilità di visitare anche grotte di facile accesso come la Grotta Valentina, la Caverna dei Vasi, la Fessura del Vento e tante altre.

Esegue, pure sulla preistoria del nostro territorio, anche conferenze e lezioni in classe, offrendo la possibilità della manipolazione di oggetti ricostruiti appartenenti alla preistoria.


La nostra storia

Breve panoramica sugli oltre 50 anni di vita del GSSG: dalle prime pionieristiche esplorazioni ai primi risultati scientifici; dalle scoperte ed esplorazioni più importanti del nostro Gruppo all’attività didattica, editoriale e ambientale.


La nascita del Gruppo Speleologico San Giusto

La fondazione del Gruppo Speleologico San Giusto risale al 20 Settembre 1954, ma è già dal 1951 che alcuni dei suoi soci fondatori, per lo più studenti liceali e loro amici, frequentano l’altopiano carsico triestino. La presidenza del neo costituito Gruppo viene affidata a Tullio Sidotti, la carica di segretario ad  Alberto Dini: soci risultano Sanzin, Panfili, Addis, Facchin e Sterri; la sede sociale viene eletta in casa di Tullio Sidotti. 
Si effettuano le prime esplorazioni che si estendono progressivamente anche fuori dal territorio abituale, interessando il Friuli, il Veneto, il Trentino, la Puglia e il territorio Jugoslavo. 
Nel 1958 il Gruppo Speleologico San Giusto è presente come relatore al primo Congresso Speleologico Nazionale. 
Iniziano i lavori di studio e ricerca paleontologica in una cavità dell’altipiano carsico triestino denominata “Tre Querce”: durante gli scavi vengono alla luce interessanti reperti dell’eneolitico nonché dell’età del ferro e del bronzo. Vista l’importanza dei ritrovamenti viene pubblicato il lavoro “Scavi nella Grotta delle Tre Querce”, nel quale si descrivono i reperti trovati e censiti dalla locale Soprintendenza alle Belle Arti. 
Nel 1964 subentra alla presidenza Giorgio Tarabocchia; nuovi soci entrano a far parte del Sodalizio dando così maggiore impulso a nuove esplorazioni, quali l’Abisso Martel, le Grotte di Villanova e l’Abisso di Monte Cucco (PG), e alla partecipazione ad una spedizione internazionale al Gouffrer Berger in Francia.

Nel 1971 si dà inizio, in collaborazione con gli speleologi di Lubiana (SLO), ad una serie di esplorazioni nell’imponente Abisso dei Serpenti (Kačna Jama) in territorio ex Jugoslavo, ora Sloveno. Nel corso dell’esplorazione viene individuato un pertugio laterale che sbocca sul percorso sotterraneo del fiume Timavo (Reka), che a circa 5 Km di distanza sprofonda nelle voragini di San Canziano; tale importante scoperta confermava le ipotesi formulate nel diciottesimo secolo dai primi esploratori della cavità, secondo i quali era certo che nell’abisso dovesse scorrere un fiume, anche in considerazione delle rilevanti tracce di acqua e del legnatico che vi era depositato. 
Altra grande sorpresa fu la scoperta di alcuni esemplari di protei, mai prima di allora rinvenuti nel Timavo; concluse le esplorazioni il G.S.S.G. pubblicò il volume “L’Abisso dei Serpenti”. 
Nell’arco di tempo compreso tra il 1972 e il 1983, con l’entrata di nuovi soci, il Sodalizio raggiunge notevoli livelli di attività, sia esplorativi che scientifici: sono di questi anni le spedizioni sul Gargano in Puglia, la scoperta a Cima Ines (Monte Canin) dell’abisso “San Giusto”, profondo 180 m, le spedizioni sul Monte Coglians (Alpi Carniche) per ricerche geo-idrogeologiche, sul Cansiglio, in Austria e nuovamente in Jugoslavia. Assieme a speleologi di Gerona (Spagna) e Giapponesi dell’Università di Ehime, si effettuano visite alle più belle grotte del Carso triestino, sul quale vengono scoperte e rilevate una quarantina di nuove cavità. 
In quegli anni il G.S.S.G. partecipa, anche come relatore, al I, II, III, e IV convegno di Speleologia del Friuli Venezia Giulia e nel 1981 sarà proprio il San Giusto ad organizzare, a Trieste, la V edizione del congresso.
Nasce l’iniziativa denominata “speleologia nelle scuole”, basata su conferenze, proiezioni di diapositive ed escursioni nelle principali cavità carsiche, che si prefigge di far conoscere sia l’ambiente epigeo che quello ipogeo ai ragazzi delle classi medie ed elementari; nella sede sociale di via San Spiridione si svolgono corsi sul tema “Uomo e Ambiente”, aperti a tutti gli amanti della natura; si organizza il I° Corso di Introduzione alla Speleologia, attività che prosegue, con frequenza annuale, a tutt’oggi. 
Il Corpo Forestale Regionale affida al Gruppo la manutenzione della “Particella Sperimentale” del Bosco Bazzoni sul Carso triestino. 
Nel 1984, dopo un breve lavoro di scavo sul bordo di una modesta dolina, iniziano le esplorazioni dell’Abisso Massimo che, con i suoi 227 m di profondità, si colloca al sesto posto tra le cavità più profonde del Carso triestino. 
Si danno inizio agli studi sulla Grotta Bac nei pressi di Basovizza (TS), con l’obiettivo di utilizzarla quale “aula didattica ipogea”: ne uscirà una pubblicazione dal titolo “Grotta Bac” che tratta degli studi intrapresi al suo interno. 
Negli anni successivi l’attività esplorativa e didattica aumenta. Alcuni soci in collaborazione con altri speleologi triestini, partecipano all’esplorazione dell’Abisso Jean Bernard, per il periodo, il più profondo al mondo; sul Carso si scoprono una trentina di nuove cavità, mentre si instaura un’efficace collaborazione ed una profonda amicizia con gruppi speleologici cecoslovacchi. 
Si intensificano le uscite in Regione – Taipana, Monte Matajur, Monte Ciaurlec – e, con il prezioso aiuto degli speleologi cecoslovacchi, il Gruppo effettua la prima spedizione italiana in Crimea, esplorando alcune delle cavità più importanti di quella regione e realizzando un audiovisivo a documentazione della straordinaria esperienza. 
Il Sodalizio entra a far parte sia della Federazione Speleologica Triestina che della Società Speleologica Italiana (S.S.I.); vengono organizzate due mostre: una a tema “la cartolina speleologica”, l’altra, fotografica, sul Carso Moravo. 
Parte il programma denominato “Scuolambiente”, patrocinato dal Comune di Trieste, attività didattico-culturale rivolta ai ragazzi delle scuole cittadine con la quale migliaia di alunni sono venuti a contatto con argomenti relativi alla speleologia, alla geologia, all’archeologia, alla fauna e alla flora. 
Di concerto con il Comune ed il Museo di Storia Naturale si dà inizio ad una serie di ripristini ambientali, con la pulizia di grotte inquinate e di stagni carsici, che senza più manutenzione sarebbero destinati alla scomparsa. 
Nel 1990 viene eletto l’attuale presidente del Sodalizio: Furio Premiani. 
L’attività esplorativa si sposta nelle Alpi Giulie (Friuli Venezia Giulia) al seguito dell’individuazione di una vasta area carsica sul Monte Musi; durante le varie uscite domenicali e nel corso dei campi estivi annuali sono state scoperte più di 200 cavità, tra le quali l’Abisso Roberto Pahor che, con i suoi -495 m, risulta al momento il più profondo della zona.
Alcune fortunate battute di zona sul Carso triestino portano alla scoperta di una ventina di nuove grotte tra cui spicca una cavità di rara bellezza: la Grotta Valentina, lunga 249 m, con gallerie e ampie sale riccamente concrezionate. 
Nel 1992, da via San Spiridione la sede si trasferisce in via Udine 34. 
Nel 1994 il Gruppo festeggia i suoi 40 anni di attività ed in tale occasione viene presentato il primo volume di “Ipogea”, pubblicazione a carattere prettamente scientifico oramai giunta alla sua quarta uscita.
Nel 2004, in occasione del cinquantesimo anniversario dalla fondazione, viene allestita una mostra fotografica che ripercorre le imprese di mezzo secolo di speleologia del GSSG. Sono gli anni della scoperta di nuove grotte sul Carso triestino e delle entusiasmanti esplorazioni sul massiccio del Monte Canin dell’Abisso Led Zeppelin, la cui attuale profondità sfiora i 1.000 metri.
Negli anni successivi viene individuata ed esplorata una nuova cavità in zona Villanova delle grotte, un complesso reticolo di meandri e gallerie che supera i 2km di sviluppo e 200m di profondità. Nei pressi di questa, nell’anno 2012, viene aperto un altro ingresso che però conduce ad un altro, ancor più complesso, sistema sotterraneo, ancora in fase di esplorazione, e ben lontani dalla sua fine, sono stimati 3km di sviluppo esplorato e 326m di profondità raggiunta (altezza del fondovalle). 
Continuano inoltre, ancor con più vigore, le collaborazioni con altri gruppi nelle esplorazioni dei grandi abissi del massiccio del monte Canin, come l’abisso Led Zeppelin (-1036m e 8km) e abisso Firn (pozzo unico da 495m), ed altri minori ma non meno importanti scoperte nella zona. 
Continuano inoltre gli scavi e l’accatastamento di nuove cavità nel territorio del carso triestino (abisso Millemanzi, abisso Nagasaki, etc.).


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Quest’anno una parte della mission dei Lions sarà dedicata alla tutela dell’ambiente. L’obiettivo è piantare un milione di alberi in tutto il mondo, che significa meno di un albero per ogni socio Lions nel mondo. Ogni ambiente naturale, così come oggi lo vediamo, è il risultato di tanti cambiamenti avvenuti lentamente nel corso di secoli e secoli di vita.  Convinti che la natura costituisse una risorsa illimitata, per tanto tem­po l’abbiamo costantemente depredata senza curarci, o meglio, sen­za immaginare le conseguenze che stavamo causando. Oggi ci stiamo accorgendo che il nostro impatto sugli ambienti na­turali ha creato, e continua a creare, seri problemi per tutto il piane­ta. Inquinare, deturpare o distruggere il suolo equivale a impoverire l’ambiente di alberi e di conseguenza di ogni forma di vita. Sì, meno alberi meno vita, così resistenti, flessibili, vivi. Oltre a produrre ossigeno, partecipano attivamente al ciclo dell’acqua, trattengono l’acqua piovana nei tessuti del­le piante e nel suolo e la restituiscono lentamente attraverso la traspirazione.
Essi con le loro chiome rallentano la caduta della pioggia, evitando che l’acqua trascini via lo strato superficiale del suolo, ricco di humus, e con le loro radici trattengono il terreno, evitando il naturale processo di erosione, lo proteggono dalle alluvioni, dalle frane, dagli smot­tamenti e dalle valanghe. Sono serbatoi di “diversità biologica” poiché ospitano piante e animali in gran numero. Sono un luogo di ricreazione per il corpo e per lo spirito. Gli alberi sono la “pelle verde” del nostro pianeta.Nel lontano passato il territorio italiano era ricoperto da un’immensa foresta. I diver­si alberi si distribuivano in base all’altitudine e alla vicinanza del mare, i due fattori che influiscono sul fattore ambientale più importante, la temperatura. La vertiginosa crescita delle città in questi ultimi decenni ha causato la distruzione di tan­te aree verdi con conseguente perdita di tanti ecosistemi. Il nostro Paese tuttavia è ricco di boschi in seguito all’incremento della super­ficie forestale, che è da collegare da una par­te al progressivo abbandono della coltivazio­ne di terreni marginali e al loro conseguente imboschimento naturale, e dall’altra alla po­litica di rimboschimento attuata dalle auto­rità forestali. Il nostro patrimo­nio boschivo è purtroppo minacciato dal prevalere di formazioni boschive soggette a forme inten­se di sfruttamento e, in maniera abbastanza importante, dagli incendi che sempre più spesso distruggono vaste aree verdi.  È importante che ciascuno di noi si adoperi per porvi rimedio, in particolare per quanto riguarda l’inquinamento di cui siamo sicuramente un po’ tutti responsabili, ma anche contribuendo alla piantumazione di nuovi alberi. Chiunque può piantare un albero. Da diversi decenni i Lions club di tutto il mondo sono impegnati nella difesa dell’ambiente. Per i Lions è un modo pratico e di estrema visibilità per fare la differenza. Questo grande progetto è anche ideale per invitare l’intera comunità a unirsi ai Lions per collaborare all’iniziativa. Se riusciremo a piantare un milione di alberi, la nostra capacità di cambiare le cose sarà ancora più rafforzata.